E’ molto
importante nella stampa digitale un’attenta
preparazione del file, poiché la velocità
di realizzazione, i costi accessibili e l’uscita
di qualità dipendono da un flusso di lavoro
uniforme ed efficiente.
Abbiamo inserito
un monitor LCD professionale, per applicazioni
HI-FI color e softproofing QUATO 21” ed,
un sistema di gestione del colore integrato che
ci permette di calibrare in tempo reale attraverso
uno spettrofotometro l’immagine in entrata
a monitor ed in uscita su tutti i tipi di supporto
cartaceo.
Questa “caratterizzazione”
è memorizzata dal CMS come un profilo.
L’obiettivo
del sistema di gestione del colore è quello
di fornire uniformità e prevedibilità
attraverso l’intero processo di lavorazione,
con calibrazioni e controlli regolari.
Quando il
progetto dell’immagine è stato completato,
viene inviato al nostro RIP per la preparazione
della stampa.
La funzione del RIP è di prendere il file
dell’immagine, così com’è
stato creato, e, convertirlo nel modello di goccioline
d’inchiostro che formeranno l’immagine
sul foglio di carta.
Nei sistemi piezo, le gocce d’inchiostro
sono spruzzate da un ugello, e qui è importante
che ogni goccia d’inchiostro si sovrapponga
esattamente su quella che la precede.
I RIP moderni
usano anche altre tecniche sofisticate per migliorare
la qualità dell’immagine stampata.
Nel nostro sistema, noterete come le immagini
digitali acquistino maggiore profondità,
nitidezza, ampi passaggi tonali, e, soprattutto,
neri neutri e profondi.
Per avere
una prevedibilità in stampa, occorrerà
perciò conoscere lo spazio cromatico del
dispositivo e la compensazione necessaria per
avere prestazioni ideali.
I profili ICC contengono queste informazioni.
Come vedete,
ciò assomiglia molto al percorso tradizionale,
che si eseguiva nel creare una curva di contrasto
per un negativo che corrispondesse ad una densità
ottimale per la stampa dello stesso, o, al controllo
sensitometrico di un trattamento colore per far
sì che, i successivi processi automatizzati
fossero in grado di garantire una costante ed
un risparmio.
Naturalmente
oggi la standardizzazione del processo coinvolge
molte più figure professionali e tecniche
differenti, e gli strumenti si sono molto specializzati
in entrambi i settori, cercando l’uniformità.
Per gestire
questa “uniformità”, l’improvvisazione
non è un sistema vincente, e certo non
ha a che fare con la soggettività, che
resta un fattore importante.
La gestione
del colore oggi si serve obbligatoriamente di
strumenti precisi e raffinati e di programmi condivisi
tra diversi utilizzatori.