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QUALE STAMPA?
 
roberto gorgò ©
 
stampa analogica,
stampa artificiale,
inkjet fine-art ai pigmenti.

 
 
 
Nel reparto stampa digitale, abbiamo inserito due stampanti Epson 9800 ed una Epson 4800, suddivise su carte fotografiche e carte 100% cotone fine-art.
La superficie semi-matt e lucida delle carte fotografiche inkjet, di grammatura 250/280 gr., riflettono quelle acquisite dal settore fotografico tradizionale.
Nelle carte fine-art 100% cotone, le superfici si presentano liscie o goffrate tipo acquerello, bianco naturale leggermente crema e bianco extra con grammature da 190 a 310 gr.

La nuova generazione di stampanti Epson UltraChrome K3 riflettono il frutto e l’impegno nello sviluppo e realizzazione di tecnologie per le immagini digitali bianconero e colore.

Possiamo affermare che le prove di stampa sulle carte inkjet bianconero, hanno dato risultati straordinari in combinazione con un ottimo sistema di gestione del colore e usando il pigmento Nero/Matt su carte 100% cotone.

   
   
La soluzione dei problemi manifestati sui modelli precedenti quali: metamerismo, profondità dei neri e limitata gamma tonale sono ora risolti. Questo ci permetterà da oggi in poi di spostare molta della produzione di ingrandimenti dal 40x50 al 110x230 cm. sia bianconero che colore, sulle stampanti Epson.

Abbiamo valutato che in questo momento, i giovani, i fotografi, gli autori, i professionisti che lavorano con le immagini analogiche o “tradizionali”, realizzano stampe in formato non superiore al 30x40 cm. principalmente per visionare il materiale da esporre, da archiviare, per realizzare originali definitivi, per presentazioni, passando poi alle stampe di maggiori dimensioni e tutto questo purtroppo in tempi e costi sempre più ristretti anche quando si tratta di mostre o esposizioni.

Il sistema di stampa fotografica tradizionale che il nostro laboratorio vanta ormai da più di 20 anni, può produrre con tempi solitamente maggiori ed in particolare per quello che riguarda il cartoncino baritato.
Questa lavorazione non sarà mai smessa fintanto che le carte continueranno ad essere prodotte, anzi, invitiamo a continuare a produrre con i materiali tradizionali, sia a supporto baritato, che politenato (resin coated).
Limiteremo solo in alcuni casi (escluso il baritato), il formato massimo di stampa. Produrremo stampe analogiche solo fino al formato 30x40 e solo a specifica richiesta in formato superiore, per il solo bianconero.

Perché questa scelta?
Pensiamo sia un modo ragionevole per continuare ad unire esperienza e nuove tecnologie.

Sarà possibile mantenere quelle specifiche basate sui rapporti di esperienza tra stampatore e fotografo, sulla qualità del supporto fotografico tradizionale all’argento, sia del negativo che del positivo, sulla possibilità di concentrarsi nella realizzazione e produzione di un archivio uniforme, costante, di durata e qualità, sull’economia nel produrre in formati 24x30 e 30x40 cm. medio grandi che sono comodamente gestibili per più funzioni, quali: visione, mostra, archivio, scansione digitale.

Consigliamo a molti di lavorare e concentrarsi su dei percorsi, realizzarli sia in ripresa sia in stampa, nel sistema analogico, costruirsi un buon archivio di materiale stampato e successivamente, scegliere se usare il negativo o la stampa come originale per una buona scansione ed eventuale ristampa digitale.
Naturalmente questa considerazione è basata sulla nostra esperienza e realtà.

Il passaggio tecnologico è in atto fin dall’inizio della Fotografia, l’importante è continuare a produrre Fotografia.
Solo una società “leggermente” sovraeccitata può pensare che l’unico obiettivo importante è fare cose nuove: se definizione non più importante, è fare meglio quelle vecchie.

   
 
   
QUATO®
 

E’ molto importante nella stampa digitale un’attenta preparazione del file, poiché la velocità di realizzazione, i costi accessibili e l’uscita di qualità dipendono da un flusso di lavoro uniforme ed efficiente.

Abbiamo inserito un monitor LCD professionale, per applicazioni HI-FI color e softproofing QUATO 21” ed, un sistema di gestione del colore integrato che ci permette di calibrare in tempo reale attraverso uno spettrofotometro l’immagine in entrata a monitor ed in uscita su tutti i tipi di supporto cartaceo.

Questa “caratterizzazione” è memorizzata dal CMS come un profilo.

L’obiettivo del sistema di gestione del colore è quello di fornire uniformità e prevedibilità attraverso l’intero processo di lavorazione, con calibrazioni e controlli regolari.

Quando il progetto dell’immagine è stato completato, viene inviato al nostro RIP per la preparazione della stampa.
La funzione del RIP è di prendere il file dell’immagine, così com’è stato creato, e, convertirlo nel modello di goccioline d’inchiostro che formeranno l’immagine sul foglio di carta.
Nei sistemi piezo, le gocce d’inchiostro sono spruzzate da un ugello, e qui è importante che ogni goccia d’inchiostro si sovrapponga esattamente su quella che la precede.

I RIP moderni usano anche altre tecniche sofisticate per migliorare la qualità dell’immagine stampata.
Nel nostro sistema, noterete come le immagini digitali acquistino maggiore profondità, nitidezza, ampi passaggi tonali, e, soprattutto, neri neutri e profondi.

Per avere una prevedibilità in stampa, occorrerà perciò conoscere lo spazio cromatico del dispositivo e la compensazione necessaria per avere prestazioni ideali.
I profili ICC contengono queste informazioni.

Come vedete, ciò assomiglia molto al percorso tradizionale, che si eseguiva nel creare una curva di contrasto per un negativo che corrispondesse ad una densità ottimale per la stampa dello stesso, o, al controllo sensitometrico di un trattamento colore per far sì che, i successivi processi automatizzati fossero in grado di garantire una costante ed un risparmio.

Naturalmente oggi la standardizzazione del processo coinvolge molte più figure professionali e tecniche differenti, e gli strumenti si sono molto specializzati in entrambi i settori, cercando l’uniformità.

Per gestire questa “uniformità”, l’improvvisazione non è un sistema vincente, e certo non ha a che fare con la soggettività, che resta un fattore importante.

La gestione del colore oggi si serve obbligatoriamente di strumenti precisi e raffinati e di programmi condivisi tra diversi utilizzatori.

 
 
Color Management
 
 
 
Imacon
 
 
   
   
 
 

 

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