E' stata
inaugurata domenica 24 settembre, una suggestiva
mostra fotografica nei locali della Rocca del
Boiardo di Scandiano.
In esposizione saranno gli scatti del fotografo
scandianese Luciano Bonacini, che sarà
presente alla cerimonia inaugurale, prevista
per le ore 17.
La mostra è organizzata dal Comune di
Scandiano, in collaborazione con Palazzo Magnani,
la Provincia di Reggio Emilia, la Feredil e
la Casalgrande Padana. L’apertura al pubblico
è prevista ogni sabato dalle 15.30 alle
19, mentre alla domenica porte aperte dalle
10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Ultimo
giorno utile per visitarla il 12 novembre prossimo.
La personale dell’artista
scandianese propone una selezione di scatti
dal titolo “Retrospective”. Un
bianco e nero molto suggestivo che, grazie
al sapiente utilizzo della luce, sa disegnare
forme e linee particolari, ritraendo persone
e oggetti in modo essenziale e al contempo
emblematico.
Luciano Bonacini nasce a
Scandiano nel 1954. Laureato in psicologia
all’università di Padova, ha
dedicato la sua ricerca e attività
di fotografo all’espressione della bellezza
come percezione dell’invisibile, dell’imponderabile.
Ha tenuto numerose esposizione personali e
collettive in prestigiose istituzioni nazionali
e straniere ed è stato ospite di illustri
personaggi della fotografia mondiale contemporanea.
Ha vinto il primo premio come miglior ritrattista
italiano ai concorsi The European Agfa Portrait
Award ’93 e al Kodak European Gold Award
’94. Sue fotografie sono presenti in
diversi musei internazionali e in collezioni
pubbliche e private italiane e straniere.
Dice di lui Sandro Parmiggiani,
curatore della mostra: “Si respira,
nelle opere di Luciano Bonacini, un tempo
diverso da quello che molte immagini di tanta
fotografia contemporanea ci propongono. Vivono
infatti, i suoi lavori, in un tempo sospeso
– che è del resto, per definizione,
insito in ogni immagine fotografica –
e pure in un tempo che pare altro dal ritmo
stordente con cui si srotolano i nostri giorni
di affanno. Le immagini di Bonacini sembrano
piuttosto animate da vite che hanno scelto
di darsi un respiro diverso”.